Fiavet Emilia-Romagna e Marche
Associazione delle Agenzie di Viaggio Emilia-Romagna e Marche

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Senza Voucher è danneggiato il turismo stagionale

L’abolizione dei voucher per i lavori occasionali decisa in questi giorni dal Governo non favorisce certamente il lavoro stagionale che tanto impegna le imprese turistiche in particolare della riviera adriatica. Albergatori in primis,ma anche agenti di viaggio si sentono penalizzati da questo provvedimento in quanto,come è noto, nelle località balneari della riviera si è fatto molto uso di questo metodo di pagamento per i lavoratori impiegati per la durata della stagione estiva. Le reazioni del mondo imprenditoriale non si sono fatte attendere ; viene segnalato che la cancellazione dei voucher danneggia sia le aziende,ma anche molti lavoratori che solo con questo stipo di retribuzione venivano utilizzati. Per la stagione turistica estiva alle porte,il provvedimento adottato mette in difficoltà gli imprenditori che durante l’estate utilizzano molti lavoratori solo per la durata della stagione. Certamente gli albergatori sono i più danneggiati,si pensi a circa 3.000 strutture ricettive dislocate sulla riviera che in media utilizzano ,a seconda dell’esercizio alberghiero,da 5 a 10 lavoratori stagionali. Ma anche molti agenti di viaggio lamentano difficoltà. Sono una quarantina le agenzie di viaggio della riviera adriatica che operano esclusivamente nell’incoming ,principalmente per turisti stranieri,. In media queste agenzie impiegano per i vari servizi di assistenza ai turisti,dall’ accompagnamento,ai trasferimenti, agli orari supplementari di lavoro per l’ apertura degli uffici,ecc. attorno alle 3-4 unità lavorative che ora dovranno cercare di assumere con contratti a tempo determinato Tutto ciò comporterà un aumento dei costi di gestione,con notevoli conseguenze sui prezzi dei vari servizi.

Il ruolo del direttore tecnico in agenzia

Da sempre sosteniamo che il ruolo del direttore tecnico è fondamentale per l’attività di una agenzia di viaggi. Abbiamo sempre ribadito che questa figura deve svolgere il suo lavoro con carattere di continuità ed esclusività nell’agenzia che gli affida l’incarico. Che il titolare d’agenzia ricopra anche il ruolo di direttore tecnico è quanto accade in oltre il 50% delle agenzie di piccole-medie dimensioni operanti nel nostro Paese. Professionalità,capacità di risolvere i vari problemi, dirigere il personale,trattare i rapporti con clienti e fornitori rientrano tra i numerosi compiti del direttore tecnico. Per questo motivo riteniamo assurdo che alcune leggi regionali, e tra queste anche quella della Regione Emilia-Romagna, non prevedano l’esclusività del direttore tecnico di lavorare per una unica agenzia. Come è possibile che un direttore tecnico possa essere impegnato in diversi uffici viaggi con le responsabilità che gli competono? Non vi è conflitto di interessi? Come si possono seguire pratiche e rapporti commerciali per più agenzie? Nonostante queste ovvie considerazioni,proprio in questi giorni una memoria della Garante della Concorrenza e del Mercato interviene sulla figura del direttore tecnico di agenzia auspicando che tutte le Regioni ai uniformino e legiferino lasciando piena libertà di lavoro a questo professionista in diverse agenzie E’ altrettanto vero che l’Italia è ancora uno dei pochi paesi in cui è previsto il direttore tecnico quale figura determinante per la gestione dell’agenzia viaggi. In Paesi turisticamente importanti della stessa Europa (Germania. GranBretagna,Francia ecc) non esiste più questa figura. Unico responsabile dell'agenzia è il titolare della licenza. Sosteniamo però che fino a quando non cambierà la normativa nel nostro Paese, il carattere di esclusività e continuità del direttore tecnico presso una determinata agenzia devono esistere ed essere salvaguardate

In aumento le prenotazioni per i viaggi di nozze .

E’ quanto si sta verificando nelle agenzie di viaggio. I motivi? Molto semplici , l’aumento del numero delle seconde nozze. Divorziati,vedovi al disopra dei sessant’anni ma ancora in buona salute , unioni civili ed altri casi portano ad una richiesta di prenotazioni nelle agenzie di viaggio. Come è noto quello dei viaggi di nozze è da sempre un business per le agenzie in quanto il valore delle pratiche supera di solito i 5 mila euro e si attesta in media sui7-8 mila euro, e gli sposi non guardano a spese per questi eventi. Maggiore competizione quindi per le agenzie impegnate a costruire questa tipologia di viaggi con maggiore professionalità, assistenza,confort, ricerca di strutture di livello elevato,ecc. Servizi sempre più adeguati alle richieste per viaggi e soggiorni in paesi con località “speciali” per gli sposi. Si va dalle località della Polinesia, delle Maldive,di Cuba, dell'Australia, agli Stati Uniti, per citare le mete più gettonate. Il tutto richiede nelle agenzie personale qualificato e specializzato nella ricerca dei servizi migliori con la capacità di interagire con l’informatica ed i mezzi di comunicazione. Cosa le agenzie devono essere in grado di offrire a questo target di clientela? Innanzitutto disporre di una pubblicità e promozione specifica del prodotto, e ,dove è possibile, avere reparti privati per gli incontri con gli sposi. Inoltre essere disponibili ad andare a casa degli interessati per presentare il viaggio con filmati,proporre escursioni particolari,ecc. Alcune agenzie si sono specializzate anche per offrire servizi collaterali al matrimonio, dal rinfresco,al servizio fotografico,ecc. Importante infine è sottoscrivere una speciale polizza assicurativa contro eventuali rischi che pregiudichino l’avvenimento.
La professione di guida turistica

Coloro che operano in un ufficio viaggi sono a conoscenza del ruolo e dei compiti di una guida turistica come figura importante nella costruzione di un pacchetto turistico per i servizi richiesti a questo professionista. Sottolineiamo la parola professionista perché determinante per svolgere questa professione è l’aver superato un esame di idoneità. Fin dalla legge “quadro” del 1983 sono professioni turistiche quelle di guida, accompagnatore e di altre figure che operano nel settore (guida ambientalistica,speleologica, animatore,guida alpina, ecc) Successivamente le Regioni nel legiferare sulle professioni turistiche ed in particolare per le guide, hanno sempre previsto il principio della professionalità e quella di poter operare in determinate località la cui conoscenza viene verificata da prove d’esame. La differenza tra una guida ed un accompagnatore è molto semplice: la guida può operare solo sul territorio o località per cui ha conseguito l’abilitazione; l’accompagnatore può operare ovunque, in Italia ed all’estero. Sono incarichi differenti l’uno dall’altro; la guida deve avere la conoscenza di tutto ciò che una località possiede (dalla storia dell’arte, in primis, ma anche ad altre attività non solo turistiche,ma commerciali,industriali ecc.. L’accompagnatore ha l’incarico di assistere i turisti che compiono un determinato viaggio,dalla partenza al ritorno svolgendo tutti i compiti per agevolarne il viaggio ed il soggiorno. Molto semplici e diversificati appaiono i rispettivi compiti ed ciò è quello che è sempre avvenuto. Ora però una sentenza del TAR del Lazio del 24 febbraio 2017 permette alle guide turistiche di poter operare in ogni luogo di Italia ed Europa. Questa decisione lascia perplessi gli operatori turistici. Ci si pone una semplice domanda: come può una guida turistica ,ad esempio di Bologna svolgere la professione a Roma, o a Parigi e viceversa? Abbiamo sempre sostenuto che la guida turistica costituisce spesso un biglietto da visita per una città,una località,una regione, La capacità di svolgere con professionalità e capacità l’illustrazione e la presentazione di un territorio il più delle volte lasciano nei turisti una immagine positiva di ciò che hanno visto. Ricordiamo che molte volte è un semplice giro della città di poche ore che permettono ai visitatori di prendere contatto con una località. Non vorremmo che nella decisione del TAR fosse stata confusa la figura della guida con quella dell’accompagnatore!
Caos sul fondo di garanzia..

E’ quanto si apprende dagli articoli dei giornali di settore di metà febbraio. Su segnalazione di una associazione di categoria, l’IVASS – Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni – ha aperto una indagine su due polizze che istituiscono il fondo di garanzia previsto dalla legge a far data dal 1 luglio 2016. Risultano irregolarità tali per cui non garantiscono né le agenzie di viaggio e neppure i consumatori. Sta di fatto che migliaia di viaggiatori rischiano di non essere garantiti contro il rischio di insolvenza o fallimento obbligatori per tutti gli operatori (agenzie intermediarie e T.O.) Ovviamente è questo un fulmine a ciel sereno sul problema del fondo di garanzia. A ns. avviso tutto dipende dal fatto che il MIBACT non ha mai emesso norme precise sul fondo,norme più volte da tutti sollecitate per fare chiarezza sul comportamento da seguire dalle agenzie. Di conseguenza la confusione regna sovrana su questo problema che da oltre 8 mesi grava sul settore agenziale. Risulta che ad oggi solo il 40% delle agenzie ha costituito il fondo ed ora molte agenzie risultano non essere in regola. Non si conoscono ancora i nominativi delle compagnie di assicurazione sulle quali è stata aperta l’indagine dell’IVASS e questo crea ancora maggior confusione. Proprio in questi giorni ,come abbiamo già comunicato,alcune Regioni hanno iniziato i controlli per accertare se le agenzie sono in regola oppure no con il Fondo adottando provvedimenti sanzionatori che portano anche al ritiro della licenza. Sarebbe meglio che il MIBACT quanto prima impartisse finalmente chiare direttive al riguardo.
Perchè molte agenzie di viaggi chiudono?

E’ questa una domanda quanto mai di attualità specialmente in questo periodo di avvio del 2017. Diverse risultano le cessazioni di attività di agenzie che si sono verificate entro il 31 dicembre 2016 In maggior parte si tratta di agenzie non solo di recente apertura,ma anche d imprese in attività da diversi anni,a gestione di media grandezza,con fatturati lordi sul milione di euro all’anno e con due, massimo tre addetti . I motivi ? Sono principalmente da ricercarsi nella riduzione del lavoro, poi nell’avanzata di internet che ogni giorno assorbe lavoro che era proprio delle agenzie di viaggio Il “fai da te” conquista sempre più i turisti ,non solo i giovani ma anche quelle della terza età. Una terza causa,anch’essa fondamentale per il lavoro dell’agenzia, è la mancanza di aggiornamento professionale e di programmazione sui sistemi informatici che molte agenzie che hanno cessato l'attività non hanno realizzato. Venuto a mancare il lavoro derivante dalle vendite di servizi singoli ed anche di pacchetti di T.O. che fino a 5-6 anni fa costituiva il provento fondamentale per le agenzie, molte di queste non sono riuscite a fare quel salto di qualità che le portava da semplici intermediarie ad essere organizzatori di viaggi per i propri clienti. Per essere competitivi nel costruire “viaggi su misura” è necessario essere in grado di ricercare sul mercato quei servizi che oggi offrono in maggior parte le On Line Travel Agency. Fonti ufficiali oggi affermano che non superano le 7.000 unità gli uffici viaggi in attività in Italia, mentre in Emilia-Romagna, il numero si attesta attorno alle 500 agenzie.
Agenzie di viaggi e network - cambiano i rapporti

Negli ultimi tre anni sono avvenuti cambiamenti che possiamo definire epocali sia nel settore delle agenzie di viaggi che in quello dei network. Ad un ridimensionamento del numero delle agenzie in attività,ha fatto riscontro anche un ridimensionamento delle strutture sia in termini di fatturato che di occupazione del personale. La media del personale in una agenzia di piccole-medie dimensioni (fatturato sul 1.000.000 di euro) si attesta sulle due unità,con la conseguenza che anche i singoli punti vendita fanno meno cose perché si devono impegnare nelle vendite. A queste agenzie possono venire in aiuto quelle che si definiscono le macro aggregazioni che sul mercato attualmente si identificano in Geo Travel Network,Uvet, Welcome Travel, Gattinoni Mondo viaggi e Bluvacanze. Anche sul settore dei network vi sono state trasformazioni, aggregazioni ed anche numerose cessazioni . Le cause di questi cambiamenti vanno ricercate dall’andamento negativo del mercato ,alla riduzione del potere di negoziazione con i fornitori, ai costi di gestione troppo elevati, Quali sono i servizi che un network deve erogare per essere competitivo? Molti cambiamenti si devono alla tecnologia,ma non basta per salvare le agenzie. Da molti operatori si sostiene che è importante cercare di portare i clienti in agenzia,altri sostengono che molto dipende dalle offerte ,altri pongono l’accento sulla formazione e l’aggiornamento professionale. Da una indagine di mercato si rileva che circa il 50% delle 8.000 agenzie in attività, sono aperte da meno di 10 anni,il che vuol dire che 5-6 mila addetti, non conoscono alcune mansioni storiche,e di conseguenza, le agenzie non solo perdono professionalità,ma si stanno appiattendo in termini di specializzazione. Alla domanda : associarsi ad un network oggi conviene o no? Si può rispondere che dipende da caso a caso; il tutto è da valutare esaminando i bilanci a fine anno. Considerando quale sarebbe stato il guadagno entrando in una rete, l'agente di viaggi potrebbe convincersi che la scelta è conveniente anche dal punto di vista economico,sempre tenendo presente le spese richieste per l’affiliazione.
Il rincaro del carburante farà aumentare il costo del pacchetto??

E‘questo un interrogativo che già ci pone nelle agenzie di viaggio alle prese con i primi contatti con i clienti per le prossime vacanze Pasquali e addirittura estive. Il rincaro delle tariffe da parte dei vettori porterà ad un rincaro automatico dei prezzi,affermano alcuni operatori. Ogni compagnia aerea deciderà l’eventuale aumento è sarà compito dell'agenzia di cercare di trovare e scegliere quel vettore che aumenta di meno il prezzo del biglietto aereo. I viaggi a lungo raggio saranno quelli sui quali il costo del carburante incide maggiormente e di conseguenza anche i prezzi del pacchetti subiranno l’aumento maggiore. Alcuni T.O. hanno stipulato contratti con alcune Compagnie che bloccano il prezzo La domanda d’obbligo che il cliente rivolge all’agenzia ,in caso di richiesta di aumento del costo del viaggio è sempre la seguente : come mai quando i prezzi del carburante sono scesi anche notevolmente, i prezzi dei pacchetti non hanno subito alcuna riduzione? Difficile diventa la risposta dell’agente di viaggi che in questi casi subisce le decisioni degli organizzatori che a loro volta subiscono gli aumenti richiesti dalle compagnie aeree. Ci vuole chiarezza e trasparenza questo è importante. Ogni aumento,lo dice anche la legge,deve essere documentato al 100%,non si possono chiedere aumenti senza giustificarli,senza calcoli ben precisi. L’agente di viaggi che richiede al viaggiatore l'aumento del costo del pacchetto deve avere dati e documenti ben precisi da far vedere al cliente per evitare di far sorgere il dubbio che sia l’agenzia ad incassare l’aumento. Da tener presente che vi sono differenti richieste in caso di aumento del carburante per i voli di linea da quelli charter. Ricordiamo anche che il carburante è quotato in dollari USA,quindi il costo subisce anche l’effetto della variazione del prezzo petrolio e della valuta. Talvolta i due elementi si possono compensare. Su questo problema si gioca la serietà e professionalità dell’agenzia ed anche quelle dei fornitori, è importante quindi monitorare costantemente il mercato per cercare sempre di fare l’interesse del cliente.