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Associazione delle Agenzie di Viaggio Emilia-Romagna e Marche

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Egitto e Tunisia : paesi a rischio ma non sconsigliati dalla Farnesina

E’ questa la situazione che si verifica ad oggi in questi due Paesi. L’Unità di Crisi emette quasi ogni giorno un comunicato che informa sulla reale situazione sia dell’Egitto che della Tunisia. Certamente l’attentato al Consolato Italiano del Cairo ha peggiorato le cose per l’Egitto. Però, pur con tutte le riserve su determinate località e siti archeologici si legge che nei resort di Sharm non vi è pericolo. Per la Tunisia i comunicati parlano di zone da non visitare e nello stesso tempo informa sui vantaggi riservati dal Governo tunisino ai turisti che scelgono il paese. Ora i primi ad essere preoccupati sono gli agenti di viaggio perché, come è noto, Egitto e Tunisia hanno sempre richiamato l’interesse dei turisti italiani per le ferie estive. La sicurezza dei clienti però ha la priorità e pertanto vi è la massima attenzione sull'evolversi della situazione. Esiste inoltre un altro rischio che corre l’agenzia ed è quello che pur senza lo”sconsiglio”dell'Unità di Crisi, il turista possa annullare il viaggio o il soggiorno richiamandosi ad alcune sentenze della Cassazione che,in certe situazioni, riconoscono la mancanza delle “finalità turistica” come elemento fondamentale per l’acquisto di un pacchetto. A leggere i comunicati dell’Unità di Crisi non si può dire che questo rischio non esista. Sono chiaramente indicati i posti da non visitare e da evitare sia in Tunisia che in Egitto e tutto questo pone seri dubbi al turista che dovrebbe prenotare o ha già prenotato il viaggio. Anche in casi del genere è il T.O. che deve usare diligenza e serietà nel proporre il pacchetto,mentre è compito dell’agenzia venditrice di informare il cliente di come stanno le cose portando a conoscenza i comunicati della Farnesina, il sito viaggiare sicuri.,i comunicati stampa . Il turista non deve trovarsi in difficoltà a causa di una errata o incompleta comunicazione da parte dell'agenzia,che, al contrario, deve fare tutto il possibile perche il viaggio o le vacanze siano sicure e non a rischio.
Danno da vacanza rovinata... ecco le prime sentenze

A distanza di 4 anni dall’entrata in vigore del Codice del turismo ( giugno 2011) sul danno da vacanza rovinata il cui testo normativo è riportato all’art. 47, iniziano ad essere pubblicate le prime sentenze adottate dai Giudici di Pace sul riconoscimento o meno di questo danno. Il primo giudizio che emerge è che mentre il testo riportato dal Codice del Turismo se non altro chiariva alcuni principi di base che ne definivano la tipologia e le modalità del riconoscimento,già dalle prime sentenze si rileva che ogni giudice lo interpreta sulla base di sue idee personali sulla interpretazione della norma. Una sentenza del Giudice di Pace di Napoli dell’8 giugno 2015 ha preso in esame una richiesta di danni per vacanza rovinata dovuta a disservizi riscontrati nell’esercizio alberghiero in cui i turisti erano stati ospitati e che non rispecchiava i requisiti proposti. Il Giudice ha deciso che le agenzie,in solido , organizzatore ed intermediario,devono risarcire ai turisti il cosidetto “tempo sprecato” durante il periodo di vacanza ovvero “il mancato godimento in pieno del soggiorno per i servizi forniti non corrispondenti a quelli promessi e pattuiti”. Riconoscimento quindi non del danno materiale, in quanto i turisti hanno completato il loro soggiorno senza alcuna spesa a loro carico,ma di quello morale determinato nell’importo dallo stesso giudice, tenendo conto delle prove documentate fornite dai turisti sullo stato reale delle camere assegnate e vari servizi che confermavano lo stato di degrado della struttura alberghiera. Il fatto poi che in sede di discussione della vertenza sia il T.O. che l’agenzia intermediaria non si siano presentate in giudizio, ha portato alla condanna in solido di entrambi. Ci si richiama in modo particolare al fatto della mancata presentazione dell’agente di viaggi intermediario, per invitare ,in casi del genere, ad essere presente o rappresentato dal legale di fiducia in giudizio,e presentare eventuali controdeduzioni ,ma soprattutto facendo rilevare al Giudice che dei vari disservizi e disagi subiti dal consumatore è sempre responsabile l’organizzatore del viaggio o del soggiorno.