Fiavet Emilia-Romagna e Marche
Associazione delle Agenzie di Viaggio Emilia-Romagna e Marche

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Tassa sulle vetrine degli uffici viaggi - Un assurdo balzello

Tra le tante tasse ed imposte a carico delle agenzie di viaggio, crediamo che quella richiesta dai Comuni per l’esposizione di materiale pubblicitario nelle vetrine sia la più iniqua .

Nonostante questo,le agenzie sono tartassate annualmente da questo balzello che,in momenti di crisi come quello attuale,va incidere notevolmente sui già deficitari bilanci.

A nulla valgono le proteste degli stessi agenti di viaggio e delle associazioni di categoria (Fiavet in testa) che denunciano questa assurdità.

Imperterriti i Comuni affidano a ditte esterne che di nascosto fotografano le vetrine,non fanno firmare alcun verbale poi inviano l'ingiunzione a pagare il tributo la tassa maggiorata di interessi, mora, ecc.

Sono migliaia di euro che ,a seconda della superficie occupata con il materiale esposto,vengono richiesti alle agenzie.

Sono stati inoltrati ricorsi ai vati tribunali amministrativi ,esistono circolari dell’Agenzia delle Entrate che affermano l’irregolarità della tassa, ma i singoli Comuni adottano deliberazioni che confermano il tributo da pagare.

Una agenzia nostra associata ha vinto in primo grado la causa contro il Comune che ovviamente ha ricorso in appello e sono passati già alcuni anni,ma la vertenza non è stata ancora avviata.

La pubblicità per un viaggio,una vacanza con il catalogo esposto in vetrina significa lavoro per le agenzie di viaggio.

E’ come il prodotto esposto nelle vetrine dei negozi per la merce che vendono.

Perché questa pubblicità deve essere soggetta ad una tassa?

Lo chiediamo da tempo,ma nessuno sa dare una valida risposta.

Ci vien fatto presente che vi è una norma di legge (che risale al secolo scorso)che i Comuni interpretano come meglio credono e per fare cassa applicano la tassa.

Le proteste per ora sono vane,ma come associazione di categoria sosterremo continuamente che le agenzie di viaggio non devono essere tassate per la pubblicità dei prodotti che vendono.

I viaggi organizzati in agenzia raggiungono il 50% del lavoro

E’ questa la notizia apparsa nei giorni scorsi sui giornali di settore.

E’ stato raggiunto il pareggio tra i viaggi “costruiti “ per i clienti direttamente dall’agenzia intermediaria e quelli venduti per conto dei T.O.

Una percentuale che in questi ultimi anni è sensibilmente aumentata.

Molte sono le agenzie intermediarie , professionalmente preparate, ed in grado di ricercare i servizi più validi ed economici in particolare su internet,che operano direttamente su richiesta della clientela e confezionano i pacchetti su “misura”.

Di questo se ne sono accorti i T.O. che hanno aumentato i benefit a favore delle agenzie sia con commissioni più elevate sia con iniziative incentivanti le vendite.

Internet ha di fatto favorito l’attività degli operatori e la disponibilità di servizi sul mercato agevolano anche la piccola agenzia che riesce a soddisfare direttamente le richieste della clientela.

Certo sono aumentati anche i rischi per gli agenti di viaggio in quanto, operando come organizzatori di viaggi,sono soggetti alle responsabilità riconosciute dalla legge.

Il Codice del turismo in materia è molto chiaro: sono a carico dell’organizzatore tutte le situazioni negative che accadono al turista durante il viaggio.

Di qui l’importanza delle agenzie di essere in grado di fare fronte ad ogni controversia subita dal cliente soprattutto dotandosi di una polizza assicurativa completa ed in grado di fare fronte a qualsiasi tipo di disservizio e responsabilità a carico

Da intermediario ad organizzazione: un passaggio non facile!!

Nel settore delle Agenzie di viaggio ,da un paio d’anni, vi è una speciale “migrazione” da parte di molti agenti di viaggio che da intermediari diventano organizzatori dei viaggi dei loro clienti.

Un passaggio quasi obbligato in quanto, come più volte ribadito, le commissioni non sono più sufficienti per gestire un ufficio viaggi.


Anche da internet sia con i voli low cost che con le OTA (Online Travel Agency) molte sono le agenzie che provvedono direttamente a costruire per i propri clienti i cosi detti “viaggi su misura” suoi quali i profitti sono certamente più alti.

A parole tutto appare semplice,ma nella realtà non è proprio così per due motivi:

1 – occorre saper trovare i fornitori giusti e riuscire a presentare al cliente un'offerta competitiva

2 – occorre tener presente le responsabilità che l’attività di organizzatore di viaggi comporta.

Ora sul primo punto con esperienza e capacità di utilizzo di internet , soprattutto per viaggi non troppo impegnativi, diventa facile la ricerca.

Maggiori problemi derivano dal punto 2) per un semplice motivo: molto spesso gli agenti di viaggio non conoscono o non si rendono conto delle responsabilità di ogni tipo che l’essere organizzatore comporta.

Oltre il 50% dei banconisti delle agenzie non conoscono il Codice del turismo.

Tutto viene dato per scontato,ma quando poi si incorre in qualche disservizio o richiesta di danni da parte del viaggiatore,solo allora ci si rende conto dei rischi e delle responsabilità che ne derivano dalla attività di organizzatore.

Un invito quindi è d’obbligo per i “nuovi” organizzatori: essere a conoscenza della legge che regola la responsabilità dell’organizzatore di pacchetti turistici,responsabilità ben definita dal Codice del turismo.

Oltre alla “culpa in eligendo” che deriva dalla scelta dei fornitori di servizi, esiste la completa responsabilità che deriva all’organizzatore per qualsiasi disservizio durante il viaggio.

Sono numerosi i casi in cui agenti di viaggi si sono trovati a dover rispondere direttamente di danni anche se non derivati dal loro lavoro,ma dei fornitori (dal vettore all’albergatore o altro fornitore) con conseguenze negative.

Cala il prezzo del greggio ma non i prezzi dei viaggi..

Da tempo è in continua discesa il prezzo del petrolio con notevoli risparmi sull’acquisto del carburante,ma non diminuiscono i prezzi dei pacchetti che prevedono il viaggio in aereo o pullman .

Ufficialmente ci risulta che un solo TO ha rimborsato ai clienti che avevano prenotato il viaggio con il prezzo da catalogo rapportato al costo del carburante, la differenza calcolata con il nuovo prezzo del prodotto.

Una mosca bianca che ha fatto notizia positiva certamente per quel operatore,ma cui non hanno ,al momento, fatto seguito altri.

Come tutti ricordiamo nel caso opposto quando il prezzo del carburante aumenta, in automatico, scattano richieste di aumento delle quote del viaggio e sono problemi da parte delle agenzie intermediarie a convincere i clienti a pagare detti aumenti.

La correttezza commerciale per molti operatori è solo una illusione.

Certamente anche gli operatori che hanno pagamenti dei servizi in dollari stanno facendo affari d’oro e pertanto dovrebbero venire incontro allo loro clientela.

Correggere un prezzo di un pacchetto turistico è semplicissimo e potrebbero essere incrementate le vendite specialmente in un periodo di bassa stagione.

Tutti ne trarrebero vantaggi.

In primis i T.O. ed i clienti,ma anche le agenzie che vendono i pacchetti.

Agenzie che costruiscono i pacchetti direttamente per i loro clienti stanno acquistando dai fornitori che applicano prezzi che tengono conto del calo del prezzo del greggio.


Dallo Tsunami ai giorni nostri...

Il 26 dicembre u.s. è stato il decimo anniversario dello tsunami il terribile maremoto che ha sconvolto l’Indonesia,, lo Sri Lanka, l’India ,la Tailandia e altri paesi.

Una catastrofe nella quale persero la vita oltre 230mila persone e diversi furono anche turisti italiani.

Si ricorda ancora quel mattino del giorno dopo Natale quando tutti gli aeroporti erano pieni di turisti in partenza per le vacanze di Fine Anno e moltissimi diretti in Tailandia e nei paesi colpiti dal sisma.

Ancora non si conosceva la realtà dei danni provocati ed i turisti erano impazienti e nervosi di dover restare in aeroporto senza sapere quando e si poteva partire.

Ovviamente le agenzie ed i T.O. furono presi d’assalto anche se di giorno festivo e fu una situazione drammatica quella di cui a poco a poco si veniva a conoscenza.

Purtroppo molti erano i turisti già nelle località colpite dallo tsunami,una parola fino allora sconosciuta almeno per molti.

Momenti di panico per i famigliari a casa e che chiedevano notizie dei loro parenti o amici,ma non si riusciva ad avere contatti e notizie certe.

Un evento tragico che colpì anche le agenzie di viaggio in quanto soprattutto la Tailandia era una meta turistica molto richiesta e frequentata dagli italiani.

Diverse agenzie di viaggio della ns.regione,avevano turisti già in vacanza i quei luoghi e altri che erano in procinto di partire.

Ebbene da quel disastro del 2004 fu poi un susseguirsi di eventi negativi che di anno in anno hanno colpito il turismo in ogni parte del mondo,non si ricordano,tanti sono stati, gli eventi negativi di ogni genere che oltre alla perdita di vite umane portarono crisi e situazioni negative sul turismo.

A queste situazioni drammatiche si è poi aggiunta dal 2008 la crisi economica e da allora possiamo purtroppo ammettere che di anno in anno fino ad oggi vi è stato il declino del movimento turistico.

Sono finiti i tempi dei charter pieni, dei gruppi numerosi, del continuo lavoro delle agenzie per fare fronte alle richieste dei turisti che prenotavano viaggi e vacanze in ogni parte del mondo.

Si ricorda con tristezza quell’evento di dieci anni orsono che ha travolto anche località turistiche meravigliose e, nel contempo, passano nella memoria di coloro che lavorano da tempo nelle agenzie tutti gli altri eventi negativi che di anno in anno si sono susseguiti.

Chi lavora in agenzia quando accadono situazioni del genere, vive unitamente ai clienti momenti drammatici che lasciano il segno.

Responsabilità dell'organizzazione nel caso in cui l'assicurazione non rimborsa il turista

Leggiamo su TTG Italia un articolo che interessa in modo particolare l’organizzatore di viaggi.

La Giurisprudenza nel caso in cui il turista per sopraggiunto evento a lui non imputabile sia impossibilitato a proseguire il viaggio ,è orientata a decidere che l’organizzatore è tenuto a rimborsare il prezzo del viaggio a pacchetto ed a rifondere le spese occorse al turista in caso di rimpatrio.

Si è in presenza di simili richieste da parte dei turisti, quando nel caso di stipula di contratto di assicurazione di annullamento del viaggio,la compagnia assicurativa eccepisce che l’evento(ad esempio la grave malattia di un familiare manifestatasi durante il viaggio),che obbliga al rientro ed interrompe il viaggio,in realtà sia relativo ad una condizione clinica del familiare di cui l’assicurato era a conoscenza prima della data di stipula della polizza.

In tal caso poiché la malattia era nota,e deve essere dimostrata da perizia medica,l’evento non era imprevedibile ed inevitabile e pertanto la polizza non copre il sinistro.

Il problema per l’organizzatore si presenta quando il Giudice avvalla l’eccezione dell’assicurazione.

In questo caso si materializza per il T.O. il rischio di essere obbligato a rimborsare il prezzo del viaggio ed anche eventuali spese del turista per il rientro in patria.

E’ però possibile per l’organizzatore evidenziare al giudice che l’evento che ha determinato l’interruzione del viaggio non è a lui imputabile avendo agito in buona fede nell’esecuzione del contratto di viaggio con il cliente.

Tra gli obblighi dell’organizzatore rientra anche quello di garantire i servizi richiesti mediante prenotazione e pagamento ai fornitori degli stessi spesso con largo anticipo.

In tale caso occorre produrre tutti i documenti attestanti gli importi versati ai fornitori e non più recuperabili a causa dell’interruzione unilaterale del turista nel corso del viaggio.

Nell’ipotesi che l’assicurazione sia dichiarata indenne dal danno, l’organizzatore potrà ottenere di dovere restituire al massimo il proprio guadagno e non tutto il prezzo del pacchetto.

E’ questo un ulteriore caso di responsabilità posta a carico dell’organizzatore che si ritiene del tutto fuori della realtà e che complica sempre più il lavoro dell’organizzatore.